La Storia


La Storia

Dai Rogiti (1409 – 1454) del notaio monselicense GIOVANNI SECCADINARI apprendiamo che alcuni membri della famiglia dei SANTASOFIA (il capostipite NICOLO’ visse nella prima metà del ‘300  magnus doctor in arte medica come recitava la sua iscrizione sepolcrale) possedevano beni fondiari in Monselice. I SANTASOFIA abitavano allora stabilmente a Padova dove esercitavano la professione di medici e di insegnanti presso lo Studio, cioè l’Università. In particolare GALEAZZO, noto pure come trattatista, nel 1417 pagava per i possessi fondiari monseliciani una tassa di 3 lire, 18 soldi e 2 denari.

Nel 1647
i documenti  presso  l’Archivio di Stato  di  Padova  attestano che  BORTOLAMIO SANTASOFIA  fu  MARSILIO possiede una casa domenicale (padronale) con casetta, cortili, broli di 4 e di 3 campi.

Nel  1661
è specificato che la casa domenicale con brolo sorge nel borgo S. Martino.

Nel 1709

esce a Venezia “La Brenta, quasi borgo della città di Venezia, luogo di delizie de’ Veneti Patrizi delineata e descritta”,

un’opera  di  Vincenzo  Maria  Coronelli  (1650 – 1718), minore  conventuale,  segnalatosi  a Venezia quale  geografo

e cartografo, divenuto cosmografo ufficiale della Senerissima e lettore di geografia nellu Studio patavio.

Di  Monselice  e  del  suo  territorio  ha  lasciato  dodici  incisioni,  una  scelta  forse non  estranea alla generosità dei

proprietari, realizzando visite dal vero con qualche imperfezione prospettica, marcata però nelle linee  architettoniche

e ricche di particolari descrittivi.Una tavola è dedicata al Palazzo Santa Soffia.

Nel 1740

LAURA  SANTASOFIA,  vedova  di  COSTANTIN  MICHIEL,  possiede  in  borgo  Costa  Calcinara  un  palazzo

dominicale con orto giardino e brolo.

Tra il 1741  e  il  1759  il   frate  Gio.  Antonio   Bortoli   disegna  per  il  “venerando convento”  francescano di  Monselice una mappa  cartacea  in   venti   grandi fogli.  Uno di  questi rappresenta  un lacerto della   proprietà Santasofia  in Borgo

Costa, con un ingresso monumentale ed un tratto della via che all’inizio del ‘900 sarà intitolata famiglia Corner.

Nel 1785
l’estimo veneziano segnala in Borgo Costa una Ca’ Santasofia.

Nel 1808

il  Catasto  napoleonico, al  sommarione  238, attesta che GIACOMO CORNER del fu GIORGIO possiede un Borgo in Borgo Costa case d’affitto, orti, arativo con frutti, brolo e case per villeggiatura con oratorio privato.

 

Nel 1846
risulta proprietario del complesso abitativo di Ca’ Santasofia GIOBATTA SCERIMAN.

 

Nel 1860
risulta proprietario dello stesso l’Istituto Manin di Venezia.

 

Nel 1876
il  complesso abitativo  viene ceduto  ai fratelli MASO e GIACOBBE  TRIESTE che  ne fanno il cuore  dell’Azienda Trieste

 

Nel 1901
il cessimento comunale segnala in Borgo Costa una via corner, soppressa poi con la costruzione della circonvalazione, oggi via G. Marconi.

 

Dovendo indicare  l’epoca  dell’edificazione  di  CA’ SANTASOFIA  poi  CORNER,  suggerirei   la  fine   del  sec.  XVI  con rimaneggiamenti  nel  XVII.  Colpisce l’analogia tra la  parte centrale della  facciata e quella  similare di  Villa Duodo alle Sette Chiesette (firmata da Vincenzo Scamozzi), in particolare il massiccio portale d’ingresso in trachite e  l’edicola superiore racchiudente una serliana dalle linee  geometricamente  ben definite, in perfetta sintonia con tutti gli altri fori dell’ampia superficie squadrata, cui  s’accosta  a sinistra  una torretta,  presumo di  poco posteriore, per  solito adibita ad accogliere eventuali ospiti durante la stagione della villeggiatura.